ANCILLARY JUSTICE. TRILOGIA IMPERIAL RADCH. 1 – ANN LECKIE – OSCAR MONDADORI VAult
Recensione a cura di Sara
La vendetta degli dei. Da tragedia a show comico

Buongiorno lettori, oggi dedicherò questo spazio per parlarvi del primo capitolo della Trilogia Imperial Radch”, “Ancillary Justice”, dell’autrice di fantascienza pluripremiata, Ann Leackie, pubblicato da Oscar Mondadori Vault.

Ann Leckie (Toledo, Ohio, 1966), da sempre appassionata di fantascienza, ha esordito nel 2013 proprio con Ancillary Justice, vincendo tra gli altri i premi Hugo, Nebula, BSFA, Arthur C. Clarke e Locus. Anche i successivi volumi Ancillary Sword (2014) e Ancillary Mercy (2015) hanno vinto il Locus e sono stati finalisti al Nebula.
Nello stesso universo di Ancillary sono ambientati il romanzo Provenance, di prossima pubblicazione in Italia per Mondadori, e i racconti Il lento veleno della notte e Lei Comanda e Io Obbedisco, compresi in questo volume. Nel 2019 Ann Leckie ha pubblicato il suo primo romanzo fantasy, The Rave Tower.

È doveroso, prima di parlare di questo romanzo, fare un cenno alla nota del traduttore che trovate nelle prime pagine.

“Quella Radchaai è una cultura che non bada alla distinzione fra i generi sessuali, e questo si riflette sul linguaggio: dato che il genere non è importante, per consuetudine tutte le persone vengono indicate con il pronome femminile”.

Altrettanto importante è dare una breve definizione al Radch che dà il titolo alla trilogia: il Radch è un impero millenario, dove migliaia di corpi sono al servizio di intelligenze artificiali.
All’interno di questo mondo convivono coscienze umane e coscienze artificiali. Queste ultime sono rappresentate dalle astronavi, a tutti gli effetti delle entità vive, dotate di raziocinio, capaci di provare gioia e dolore.
La storia è raccontata, proprio, da un’intelligenza artificiale. La Justice of Toren, un’astronave, anzi, da una delle sue Ancelle, One Esk. Le Ancelle sono entità create partendo da corpi umani modificati.

One Esk condivide con la Justice of Toren i ricordi e la consapevolezza. Ma è anche un’entità indipendente, capace di provare emozioni, perfino rabbia, frustrazione o piacere.
È sorprendente come l’autrice ci mostri One Esk, (o Breq, come si fa chiamare), come se non esistesse alcuna differenza tra lei e l’essere umano.

Per chi come me è orfana di Star Wars è affascinante quanto questo mondo fantascientifico, pieno di azione e di guerre spaziali, mi abbia intrigato, coinvolta e portata a leggere tutta d’un fiato la trilogia.
All’inizio sarete spaesati, confusi, perché la storia non è solo originale, ma decisamente complessa. Anche l’uso dei pronomi tutti al femminile non aiuta. Eppure, procedendo con la lettura, diventerà via via molto più facile comprenderne il meccanismo.

Vi garantisco, che terminato il primo romanzo, quel mondo alieno vi sarà totalmente familiare. 

Ancillary Justice è un libro da sorseggiare, anzi, degustare con cura, per riuscire ad apprezzarlo come merita.

Ancillary Justice, trascende la mera definizione di Space Opera, perché se lo scenario è quello colorato di Star Wars, le riflessioni che ne derivano sono molto più complesse. Si parte dal concetto di umanità, anche cosa è umano e cosa no, per arrivare a una approfondita valutazione sulla coscienza di genere, quanto mai attuale nel periodo storico che stiamo vivendo.
La voce narrante, l’ancella Breq, dal presente ci trascina nel suo passato.

Presto dimentichiamo che a raccontare la storia è un androide, un cyborg, estensione di una gigantesca astronave, per quanto ultra evoluto.
Un libro consigliato a tutti, non solo agli appassionati di Sci-Fi.
Spero di leggere altri libri di questa sorprendente autrice.

Ancillary Justice

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Buonanotte, gentili amici. Buonanotte. Mai tirarsi indietro. Mai avere paura. E mai, mai dimenticare

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