Oscuri talenti
Recensione a cura di Francesca
La vendetta degli dei. Da tragedia a show comico

Mantello e cilindro sono già pronti, non scordate la lanterna e possibilmente una mappa delle strade londinesi, quasi scordavo il fazzoletto imbevuto di mentolo per mascherare il fetore di morte e urina, viaggiatori dallo stomaco debole vi sto avvisando, preparatevi ad affondare fino alle ginocchia negli Oscuri talenti!

Nascere speciali non sempre agevola nella vita, poteri particolari, nel vecchio mondo alla fine del 1800, difficilmente vengono visti come pregi, più semplice essere figli del demonio e per questo venire rinchiusi e dimenticati.

Giovani occhi nascosti al mondo, ragazzi torturati perchè troppo difficili da capire, in questo libro si parla della caccia al diverso.


The Ordinary Monster (questo è il suo titolo inglese) è il primo di una trilogia ancora in fase di lavorazione. Si dispiega in sei parti, ciascuna delle quali segue le vicende di un personaggio, tra passato e presente.


Nella prima parte di Oscuri talenti ci imbattiamo nel piccolo Marlowe, creatura fortunata in un certo senso.

Eliza, anch’essa poco più che una bambina costretta a diventare donna prima del tempo, scappa dalla violenza e durante la sua fuga, si imbatte nel corpo ormai freddo di una donna che aveva appena partorito una piccola creatura.

Già dai primi secondi di vita il bambino manifesta la sua particolarità.

Talenti.

Così li chiamava il dottor Berghast.

Lei aveva assistito a fenomeni inquietanti, fenomeni biblici:

pelle che si increspava come acqua finchè una faccia si trasformava in un’altra;

un bambino che imponeva le mani su un morto e lo faceva alzare, molle,

come un enorme gigante di carta.

Abbandonati entrambi ad una vita che li mette a scegliere se essere morti o schiavi, cercano di sopravvivere con le unghie e i denti.


Non è un mondo piacevole quello che ci racconta Miro, fetore e sudiciume invadono le pagine e addosso al lettore si insinua una sensazione viscida e serpeggiante, come se le parole che egli scrive non dicano tutta la verità.

Una nebbia fitta che da solo la possibilità di vedere pochi passi avanti, il resto è avvolto dall’oscurità.


Ci troviamo davanti ad una costruzione estremamente precisa, ricca di particolari che costringe il lettore a percorrere e visitare ogni angolo più recondito. Una descrizione meravigliosamente chiara, per un racconto che difficilmente dice tutto, le ombre avvolgono continuamente gli eventi.


Una storia che non da certezze, che raramente si svela al lettore; un racconto dagli Oscuri talenti
.

Ancora una volta mi imbatto in un libro dove la figura del mostro, con tutte le sfaccettature fatte di incomprensione e paura, predomina nel racconto, per questo vi invito a leggere anche la recensione di Malice, dove il mostro fa sicuramente meno paura, ma in cui l’emarginazione e il desiderio di normalità gridano forte.


In Oscuri talenti i mostri sono tanti, emarginati, nascosti dietro occhi innocenti, ma, proprio per questo fanno ancora più paura: pelle che si illumina, capacità di guarire o sciogliere la carne, ciò che chiedono è una vita normale, un luogo in grado di comprenderli e di guidarli nella gestione di questi talenti.


Difficile scrollarsi di dosso la sensazione di continua ingiustizia, di difficoltà a comprendere il limite fra buoni e cattivi, giusti e sbagliati.
Un libro toccante, profondo ma estremamente oscuro, come quella parte di ogni essere verso cui difficilmente rivolgiamo lo sguardo.

Leggete Oscuri talenti con calma e siate cauti, perché il bene e il male potrebbero confondervi.

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Immagina una tenebra,

una tenebra che è dentro di te

ma non è te.

E tu senti che è lì,

sempre in agguato

 

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