Appetricchio. Il realismo di un mondo col potere di un antro stregato.
Recensione a cura di Altea
La vendetta degli dei. Da tragedia a show comico

Quando ho letto la trama di Appetricchio di Fabienne Agliardi ho saputo che dovevo leggerlo.

Il libro, edito per Fazi Editore, esce oggi, 05 Settembre 2023, in tutte le librerie. Il mio consiglio preliminare è di prenderlo in mano e guardare la copertina, chiudete gli occhi e senza sbirciare in quarta di copertina o tra le pagine, ditemi di cosa parla.

Appetricchio è una favola? Un fantasy? Parla di misteri ricchi di magia?

Si e no, dipende dal vostro concetto di magia.

La prima reazione che ho avuto con questo libro in mano è stata di stupore. Dovete sapere che da bambina passavo le estati in un posto che molto assomigliava a Petricchio.

Un paese dove tutti si conoscono, tutti sanno chi sei e tutti sanno “a chi appartieni”.

Se non fosse reale potreste pensare che uno stregone o un re abbia potere assoluto sui suoi sudditi e che questi siano marchiati ovunque essi siano.

In alcuni paesi del sud è vera anche questo e nessuno vi dirà mai il contrario. Beh, forse qualcuno si ma sta mentendo.

A certi paesi non si sfugge: ti chiamano anche se non ci torni.

Sei marchiato e non puoi farci nulla, anzi più li neghi e più il sigillo brucia.

È magia ed è stregoneria? Sì.

Appetricchio parla di un paese lucano, arroccato sui monti e autoesiliato dallo stivale.

Perché si è autoesiliato? Beh, il motivo è esilarante. Il ponte che lo collega al mondo è inagibile e nessuno è arrivato per sistemarlo.

Così l’unico modo è abbandonare i mezzi prima dell’inutilizzabile passaggio. Se si è fortunati si trova un paesano che può accompagnarvi, se si è sfortunati l’unica scelta è farsela a piedi.

Voi penserete che si tratta della solita storia di abbandono nel sud Italia ma non è solo questo.

La realtà è che la comunità di Appetricchio è… incurante e quasi insofferente all’esistenza del mondo al di fuori.

Sanno che esiste un’Italia da qualche parte ma è fuori dal paese, lontana e straniera.

La mia seconda reazione a questo libro è stata quasi respingente.

Mi sono detta: “è troppo vero, il mondo civile non deve sapere di questo!

Vi ho detto che da questi posti non si sfugge nemmeno se si va dall’altra parte del mondo ma questa caratteristica peculiare ha sia lati positivi che lati negativi.

I lati negativi della cultura di questi posti sono il rifiuto di conoscere qualsiasi cosa non sia nel confine del paese, l’istaurarsi di meccanismi sociali che possono sembrare asfissianti e l’utilizzo delle consuetudini come fossero leggi scritte sulle 12 tavole.

Se da un lato il paese chiama dall’altro distrugge, quello che c’è nel mezzo è l’impossibilità di sottrarsi a questa dicotomia per il troppo amore e per la pressione del marchio di quell’antico stregone che con la sua magia tutto soggioga.

La magia e la follia, l’amore e l’orrore sono un’antica storia che molto ha in comune con il genere fantasy e con la fiaba, soprattutto se si aggiunge un’ambientazione che è troppo aliena per essere vera.

Appetricchio è vera.

Ve lo dico io che ci sono cresciuta, anche se non si chiama così.

Ve lo dico io che sono marchiata come la famiglia Bresciani, anche se io non vivo a Brescia e la mia Petricchio è in una regione diversa dalla Lucania.

Fabienne Agliardi ha creato uno spaccato reale di una fiaba che ricorda, insegna e perfino spaventa.

Non si può far altro che amare o fuggire ma proprio per questo Appetricchio vi tratterrà al suo interno senza più lasciarvi andare.

Appetricchio

Vuoi conoscere la trama di Appetricchio? Clicca la parola LINK

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