UN GATTINO DOPO L’ALTRO

UN GATTINO DOPO L’ALTRO

Un gattino dopo l’altro“, pubblicato da Kite Edizioni, è un albo illustrato che conquista per la sua delicatezza, ironia e profondità emotiva. Scritto da Davide Calì e impreziosito dalle illustrazioni di Monica Barengo, il libro si rivolge a lettori di tutte le età, offrendo una storia che celebra l’amore e la capacità di sorprendersi di fronte alle scelte del cuore.

La narrazione si apre con una coppia, Eric e Carla, appassionati di gatti e circondati da ricordi di felini che hanno popolato le loro vite nel corso degli anni. La coppia, tuttavia, decide di smettere di adottarne, forse per il timore dei disagi o semplicemente per il trascorrere del tempo.

Ma il destino interviene in modo inatteso:

mentre esce a gettare la spazzatura, Carla si imbatte in un gattino abbandonato, che decide di adottare, chiamandolo Zenzero per via del suo odore vagamente speziato. Da questo gesto arrivano una serie di sorprese, poiché il gattino porta con sé una famiglia numerosa di fratelli e sorelle. I due si trovano così a convivere con un vero e proprio esercito di mici, ciascuno con le proprie caratteristiche e personalità.

Nonostante le resistenze iniziali, Eric e Carla si rendono conto che l’amore per questi animali supera ogni logica e convenzione.

Il libro affronta diversi temi fondamentali: innanzitutto, l’amore che sfida la razionalità. Eric e Carla, avanti con l’età e forse un po’ stanchi, si trovano a dover ascoltare un cuore che batte più forte di ogni ragione, prendendo una decisione non troppo “comoda”. Questa scelta trasmette un messaggio forte sulla capacità di amare senza condizioni e senza calcolo, invitando a lasciarsi sorprendere dal sentimento.
Un altro tema centrale riguarda i legami non convenzionali e la convivenza con gli animali, che diventa metafora della vita stessa: i gatti vanno e vengono, portano gioia e disordine, insegnando che l’amore autentico si fonda sulla libertà, sulla tolleranza e sulla pazienza. Infine, il testo sottolinea come i legami, anche quelli più improbabili, siano fonte di crescita e di scoperta di sé, confermando che amore e cura sono valori universali e senza età.

Davide Calì utilizza un linguaggio delicato e coinvolgente, capace di far sorridere e commuovere allo stesso tempo.

La semplicità della narrazione rende il libro adatto anche ai più piccoli, oltre che a un pubblico adulto.

Le illustrazioni di Monica Barengo si inseriscono armoniosamente nel tessuto narrativo, contribuendo a rafforzare il tono emotivo e a rendere vivi i personaggi e le scene.

Lo stile, caratterizzato da tratti morbidi, colori caldi e dettagli curati, trasmette un senso di intimità e confidenza. La scelta stilistica si sposa perfettamente con il testo, creando un equilibrio tra poesia visiva e narrativa.

Personalmente, “Un gattino dopo l’altro” mi ha colpito profondamente per la capacità di comunicare, attraverso una narrazione semplice ma intensa, il valore dell’amore disinteressato e della capacità di aprirsi alle sorprese della vita.

È un libro che invita a riflettere su come le scelte dettate dall’emozione possano portare a risultati inattesi e meravigliosi, anche quando sembrano imprudenti.

Il messaggio che emerge è che l’amore, anche quello più scomodo o imprevedibile, dà senso alla nostra esistenza, e che i legami più forti spesso si instaurano tra le cose che meno ci aspettiamo.

“Un gattino dopo l’altro” si distingue come un albo illustrato capace di unire tenerezza e profondità.

Le illustrazioni di Monica Barengo arricchiscono una narrazione che parla di amore senza limiti, di leggerezza e di emozioni autentiche. È un libro che, con delicatezza e sincerità, insegna che ogni sorpresa della vita può diventare un dono prezioso.

Lo consiglio caldamente a genitori, insegnanti e appassionati di letteratura per l’infanzia, perché lascia un messaggio universale e senza tempo: amare senza riserve è la vera ricchezza della vita.

Demon Copperhead, un fiume in piena di fascino

Demon Copperhead, un fiume in piena di fascino

Demon Copperhead ha rubato il mio cuore nell’istante in cui i miei occhi si sono posati sulla copertina, composta da una miriade di simboli che raccontano la vita del protagonista.

La narrazione inizia così:

“Prima di tutto, sono nato. C’era una discreta folla ad assistere all’evento e, come sempre, è tutto quello che ha fatto: il grosso del lavoro è toccato a me, dato che mia madre era così per dire fuori combattimento.”

E sono bastate poche parole per accendere in me una curiosità divorante.

Dovevo sapere, capire come si sarebbe sviluppata la vita di Demon, quali sfide avrebbe incontrato, quali conquiste e quali sofferenze avrebbe attraversato.

A lettura conclusa mi sono resa conto che raccontare un romanzo così corposo, così denso di dettagli e di umanità non sarebbe stato facile.

Per definire questo libro userei un’espressione: un fiume in piena.

Seicentocinquantuno pagine che ti fanno immergere profondamente nel mondo di Demon, una discesa in apnea che in più momenti mi ha costretto a fare delle pause per riuscire a gestire le emozioni che stavo provando.

Demon Copperhead è un moderno David Copperfield.

Nato in un contesto americano familiare e sociale di degrado, un ragazzo alla disperata ricerca del suo posto nel mondo.

“Mi riempio come una ciotola sotto un rubinetto che gocciola. Mi riempio d’odio mentre aspetto che quell’uomo passi.”

Avrei voluto tanto abbracciare Demon, incoraggiarlo a non mollare, spronarlo a reagire come fosse stato un caro amico.

“Mamma mi stava assegnando il super potere di tenere lei sobria e la nostra famiglia in riga. Un peso mica da poco.”

La narrazione è gestita egregiamente da una scrittura degna da premio Pulitzer.

Una scrittura sapiente, coinvolgente, capace di instaurare già dall’incipit un feeling con il lettore.

Quali tematiche affronta ?

Demon Copperhead affronta tematiche di denuncia molto delicate come la tossicodipendenza, i servizi sociali, le famiglie affidatarie e lo fa con il giusto equilibrio, intrecciandole alla trama senza mai appesantire.

Attorno alla figura di Demon ruota un universo di personaggi estremamente realistici, generosi, cinici, sbandati, divertenti, falliti, sfortunati.

“Per un attimo la luna ci ha sorriso dalla finestra e ci ha detto che il mondo ci apparteneva. Perché tutti gli adulti se n’erano andati chissà dove e avevano lasciato ogni cosa in mano nostra.”

Vorrei fare un plauso all’autrice per aver dato profondità, voce e spazio a tutti i personaggi, principali e secondari: il loro essere così umani, nel bene e nel male è la forza del romanzo.

Qualche lettore avrebbe preferito che Demon Copperhead fosse sfrondato di un centinaio di pagine, ma io mi permetto di dissentire, perché quando un racconto è così bello ed è scritto così bene, ogni singola pagina diventa preziosa.

L’unico pericolo, una volta conclusa la lettura è di non riuscire a superare il coinvolgimento emotivo e trovare una storia che sia all’altezza di un tale capolavoro.

Vuoi conoscere la trama di Demon Copperhead? Schiaccia la parola link

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il ladro di scarabei – di vanessa roggeri

il ladro di scarabei – di vanessa roggeri

Vanessa Roggeri ci trasporta nella Cagliari del 1928 con il suo straordinario romanzo Il ladro di scarabei, che cattura l’attenzione sin dalle prime righe e tiene incollati i lettori fino all’ultima pagina.

L’autrice dimostra ancora una volta la sua abilità nel tessere trame avvincenti e personaggi indimenticabili, regalando al pubblico un’esperienza letteraria che va ben oltre la semplice lettura.

La scrittura di Vanessa Roggeri è coinvolgente e piena di emozioni, e trasporta il lettore in un viaggio pieno di sorprese e riflessioni profonde.

Con Il ladro di scarabei l’autrice conferma il suo talento nel creare storie che affondano nel cuore e nella mente dei lettori, regalando loro momenti di pura magia letteraria.

Il ladro di scarabei porta il lettore in un’avventura emozionante, alla scoperta dei sogni e delle sfide di Antino e dei misteri intriganti che circondano Villa dei Punici.

Con questo romanzo, ho sentito un immediato legame.

Il personaggio di Antino mi ha coinvolto in un turbinio di emozioni contrastanti, da tenerezza a rabbia, intrattenendomi con una storia avvincente e imprevedibile.

La determinazione e la testardaggine del majolu Antino hanno mantenuto viva la mia curiosità, immergendomi totalmente nella sua ricerca di un futuro migliore a Cagliari, dove incontra l’ingegnere Italo Dejana e Cesello.

Ed è grazie a quell’incontro che Antino entra a casa Dejana per studiare in cambio di piccoli servigi come un vero majolu.

“Aveva afferrato la fortuna per la coda e per nulla al mondo se la sarebbe lasciata scappare.”

Inizia così la storia di Costantino Lua detto Antino.
Il rapporto con Cesello che definirei complesso e divertente ha reso la lettura ancora più avvincente.

Sullo sfondo, gli avvenimenti di un’Italia fascista si intrecciano ad una narrazione che esplora i legami – familiari e non – dove il conflitto tra fiducia e diffidenza rende la vita di Antino complicata, dando vita a un percorso pieno di tensione.

Il personaggio di Asmara, la figlia adottiva dell’ingegnere, ha aggiunto un ulteriore livello di mistero e fascino alla storia, tenendomi incollata alle pagine fino alla sorprendente conclusione.

Il ladro di scarabei è un romanzo che ha tutte le carte in regola per entrare nel cuore dei lettori e restarci.

Vanessa Roggeri ha dimostrato ancora una volta di essere una maestra nell’arte della narrazione, regalandoci un’opera indimenticabile e di grande valore letterario.

I LIBRI DI VANESSA ROGGERI – clicca sul titolo per andare a leggere la trama

Intervista Vanessa Roggeri –  Il ladro di scarabei

Intervista Vanessa Roggeri – Il ladro di scarabei

Cari viaggiatori, oggi vi propongo un’intervista a Vanessa Roggeri.

Ciao Vanessa, grazie per aver accettato di essere di nuovo ospite di Libri in viaggio.

Sono passati tre anni dalla tua ultima pubblicazione e il 21 Maggio finalmente uscirà il tuo nuovo romanzo, Il ladro di scarabei, edito Rizzoli.

Come ti senti?

Grazie di cuore a voi per l’invito, e grazie perché ogni volta mi fate sentire a casa. Questa è la prima intervista in vista della mia nuova pubblicazione, rompiamo subito il ghiaccio: mi sento benissimo! Mi sento felice e privilegiata, perché sono consapevole di fare quello che ho sempre sognato, cioè scrivere storie e donarle ai tanti lettori che
desiderano leggerle. Mi sento anche grata perché so che continuare a pubblicare con una grande casa editrice non è un fatto scontato per nessun autore anche dopo anni di mestiere. Ogni volta si ricomincia. Mi sento alla vigilia di una festa per me importantissima, il momento come potete immaginare è carico di un caleidoscopio di emozioni, un
concentrato di aspettative, trepidazione, speranze, impazienza. È anche l’ultima fase di un processo che vede concretizzarsi anni di lavoro, è impossibile non sentirsi attraversati dal brivido della scommessa. La pubblicazione potrebbe andare bene, fare il tanto atteso botto, o andare meno bene. L’indeterminabilità di ciò che accadrà è parte del mestiere di scrittrice. Nonostante ciò, sono più tranquilla del solito.

Cosa è cambiato rispetto alle precedenti pubblicazioni?

È cambiato che io sono cambiata, la mia penna è maturata, l’esperienza mi ha reso più consapevole di un mondo, quello dell’editoria, che 10 anni fa non potevo nemmeno immaginare. Sono più sicura delle mie potenzialità, ma soprattutto confido come mai mi è capitato prima nella forza trascinante del mio nuovo romanzo e nel potere suggestivo del protagonista Antino e degli altri personaggi. È una sensazione che viene da dentro, qualcosa di simile l’ho provato solo per Ianetta. Oggi arrivo al mio quinto romanzo godendomi il momento presente con maggiore serenità e gioia.

Cosa ti aspetti da questa nuova avventura?

Per scaramanzia non scenderò nei dettagli che riguardano i miei sogni, in verità mi aspetto molte e precise cose, dirò semplicemente che mi aspetto tutto il meglio che c’è e anche di più.

Puoi dirci se hai un personaggio preferito?

Antino, il protagonista, senza nessun dubbio. Ora è difficile parlarne senza fare spoiler, ma devo ammettere che tra tutti i personaggi che ho inventato finora è quello che più mi ha travolta. Indagare la sua psiche e la sua anima fin negli angoli più oscuri è stato davvero come compiere un viaggio totalizzante. Antino ha preteso che narrassi la sua
storia e io l’ho accontentato senza risparmiarmi. Il ladro di scarabei è lui e per scoprire perché non dovete fare altro che leggere il libro.

Se vuoi leggere le sinossi dei libri di Vanessa Roggeri clicca sotto.

Virdimura di Simona Lo Iacono

Virdimura di Simona Lo Iacono

Virdimura è stata una figura importante nella storia italiana e della medicina a Catania nel 1300. Prima donna medico, ha aperto la strada a molte donne e ha contribuito a infrangere le barriere in un campo tradizionalmente dominato da uomini.

Il romanzo si suddivide in tre parti, è un racconto in prima persona condotto dalla stessa Virdimura che ripercorre a ritroso tutta la sua vita, dall’infanzia fino all’età adulta, sempre in lotta per vedere riconosciuto il suo diritto ad esistere.

Ad accompagnare Virdimura nel suo viaggio troviamo dei personaggi ben caratterizzati.

A cominciare dal padre Urìa, il perno attorno al quale ruota questa vicenda e che determina il suo destino di guaritrice.

Pasquale, medico illuminato come Urìa, con grande rispetto e amore, sarà determinante nel guidarla a trovare la sua identità. Particolarmente toccante la figura di Sciabè, ultima fra gli ultimi, rappresentante della schiera di malati emarginati che Virdimura curerà durante tutta la sua vita, è il giusto sostegno che fa trovare alla protagonista la voglia di vivere nel momento più difficile.

Vengono affrontate varie tematiche, medicina, religione, pregiudizi, superstizioni, tutto inserito in un contesto sociale ebraico che animava Catania nel 1300.

Il romanzo invita alla riflessione sul ruolo femminile nell’antichità e sulle difficoltà che le donne dovevano affrontare non solo per affermarsi ma addirittura per sopravvivere e di quanto la vicenda di Virdimura sia stata un caso eccezionale.

Ma una fimmina non puote essere dutturissa.

Ho trovato la scrittura molto coinvolgente, adattata con precisione allo stile del periodo storico, estremamente dettagliata, frutto di una grande ricerca, ma comunque elegante, poetica e fortemente suggestiva.

Veniamo alle note dolenti, i punti deboli del romanzo:

  1. Pur essendo un romanzo incentrato sull’emancipazione femminile, i personaggi maschili sono preponderanti rispetto alla figura di Virdimura, la vera protagonista della storia.
  2. Uno squilibrio tra le eccessive descrizioni e le interazioni tra i personaggi (queste ultime avrebbero aumentato il coinvolgimento emotivo da parte del lettore).
  3. Qualche forzatura storica, anche se capisco che siano state funzionali alla storia.

Virdimura è un romanzo che si fa leggere con molto trasporto e suscita un interesse crescente pagina dopo pagina, merito soprattutto della prosa potente ed evocativa e del mistero che avvolge la protagonista.

La medicina non esige bravura.
Solo coraggio.

Un romanzo storico che merita di essere letto. La storia di una donna coraggiosa che sfida il suo tempo e non ha paura di lottare contro una società fondata sul patriarcato. Virdimura combatte per i suoi pazienti, soprattutto se poveri e dimenticati, e per il loro diritto a essere curati. Ammetto che sul finale qualche lacrima è scesa.

virdimura

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