L’avvelenatore

L’avvelenatore

Buongiorno viaggiatori, oggi vi parlo di un libro edito Bompiani: L’avvelenatore di Emanuele Altissimo.

Tutto inizia quando il padre di Arno Paternoster viene trovato morto nella sua casa.

Si tratta di omicidio e proprio Arno è il primo sospettato.

Quanto un padre può essere avvelenatore per la vita di un figlio?

Arno ha sempre avuto con suo padre un rapporto difficile che lo ha portato a prenderne le distanze.

Perché l’avvelenatore mi è piaciuto?

Nella narrazione, Emanuele Altissimo, ci accompagna nella vita di Arno e della sua famiglia ma non solo, facendo emergere piccoli segreti.

Piccoli dettagli che serviranno al lettore per riflettere su temi importanti.

I rapporti familiari sono complessi, c’è chi riesce a viverne il rapporto in modo sereno e chi invece sente il bisogno di allontanarsi e tagliare i ponti.

Incomprensioni, punti di vista differenti … ci sono tanti motivi che possono portare a decisioni drastiche.

I personaggi che l’autore ci presenta sono ben caratterizzati ed è difficile non immedesimarsi in alcune circostanze.

il romanzo di emanuele altissimo propone un tema attuale.

L’avvelenamento dei terreni fatto solo per guadagnare.

Un thriller ben strutturato, scorrevole, che si addentra nelle tematiche familiari dove questioni irrisolte portano alla luce tensioni, segreti e qualcosa di inaspettato.

Una lettura che mi è piaciuta e consiglio a tutti soprattutto per l’aspetto psicologico.

Se vuoi leggere la trama clicca qui

L'avvelenatore

“Perché ci avete fatto venire a quest’ora?” ha chiesto mia madre.
“È suo marito,” ha risposto. “Gli è successo qualcosa.”

Posto sbagliato momento sbagliato

Posto sbagliato momento sbagliato

Buongiorno viaggiatori! Oggi voglio parlarvi di “Posto sbagliato momento sbagliato”, l’ultimo thriller che ho letto grazie a Fazi editore.

Posto sbagliato momento sbagliato è uno dei thriller più chiacchierati del momento.

Perché? Cerco di rispondere facendovi qualche domanda…

Si può impedire un omicidio che è già avvenuto?

Quanto conosciamo realmente chi ci sta accanto?

E se si potesse tornare indietro nel tempo per rimediare a un errore troppo grande?

Posto sbagliato al momento sbagliato risponde a tutte questi interrogativi e a molto altro.

Una madre che, mentre aspetta che suo figlio diciottenne torni a casa, assiste a qualcosa che la sconvolge.

Un omicidio e l’assassino è proprio lui, suo figlio. Come si sopravvive a qualcosa del genere?

Una vita distrutta, un futuro andato in mille pezzi, se non fosse che: Jen, dopo essere andata a dormire si risveglia sempre in un giorno precedente all’omicidio.

La questione sembrerebbe intrigante ma un’ottima presentazione da sola non basta.

Devo essere onesta e dirvi che purtroppo ci sono state delle cose che non mi hanno convinta rendendo questa lettura, a mio avviso, a tratti noiosa, soprattutto perché quando si tratta di thriller cerco suspense, ritmo e personaggi accattivanti e qui non ho trovato nulla di tutto ciò.

In un thriller psicologico, la caratterizzazione dei personaggi deve essere curata nei minimi dettagli e qui purtroppo ho trovato la prima cosa che mi ha fatto storcere il naso.

Ho trovato che l’autrice sia stata superficiale non prestando la giusta attenzione ai dettagli.

Anche sulla scrittura ho avuto qualche difficoltà perché non era abbastanza scorrevole, mi sono mancati colpi di scena e quando li ho trovati erano deboli e troppo dilazionati, e questo ha reso il tutto un po’ piatto.

Sono molto dispiaciuta nel dirvi che la trama dal potenziale ottimo, secondo me, non è stata gestita nel migliore dei modi durante la stesura del romanzo.

Ciò non toglie che questa possa essere una lettura adatta a chi cerca un ritmo più lento, ma per me si è rivelata deludente.

Se vuoi leggere la trama clicca qui.

Se invece vuoi leggere altre recensioni Fazi pubblicate dalla nostra Altea eccole:

L’immortale. Catherynne M. Valente

La casa dalla porta dorata. Elodie Harper

Tre sorelle

Tre sorelle

Buongiorno viaggiatori, oggi vi parlo di Tre sorelle di Therese Anne Fowler, autrice che ho avuto modo si apprezzare grazie al suo precedente romanzo Un bel quartiere, editi entrambi Neri pozza.

Ho letto Tre sorelle con molto piacere, merito della scorrevolezza della storia, scritta senza risultare in alcun modo pesante, nonostante le prime pagine non proprio felici.

Quando si parla di malattia, di morte, di segreti, di famiglia, il rischio è quello di appesantire ma non è questo il caso.

L’autrice racconta le vicende di tre sorelle che ricevono dalla loro madre, in seguito alla sua morte, in eredità un cottage di famiglia e non solo quello.

Le tre sorelle si trovano a dover fare i conti con diversi segreti.

Beck, Claire e Sophie, non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra e vi sarà impossibile non provare empatia.

Le loro stesse vite nascondono dei piccoli segreti, delle cose taciute, alcune per paura, altre per vergogna… chi di noi non nasconde qualcosa?

Un romanzo che ci spinge a non fermarci all’apparenza, a riflettere su ciò che scegliamo di fare ma soprattutto per ciò che potrebbe arrivare di conseguenza.

Una narrazione che svela i segreti pagina dopo pagina, affrontando tematiche importanti con semplicità senza mai sottovalutarne l’importanza.

Sophie è la più giovane e sembrerebbe quella con la vita più soddisfacente, ma non è così…

Claire è una cardiologa pediatrica e si è appena separata dal marito, il perché lo scoprirete leggendo, vi anticipo che c’è di mezzo un uomo ma non dico di chi si tratta.

Beck la sorella maggiore è una giornalista ed è sposata con Paul anche se non sembrerebbero proprio così innamorati.

Perché leggere Tre sorelle?

Perché è un racconto familiare perfetto per essere letto in spiaggia, una lettura da divorare, pagina dopo pagina.

Tre sorelle mette al centro i rapporti familiari e lo fa attraverso queste tre donne che cercheranno di gestire l’eredità ricevuta dalla loro madre in tutti i sensi. La morte arriva e porta scompiglio, soprattutto nelle vite di chi resta.

Therese Anne Fowler è stata in grado di raccontare il tutto con delicatezza, rendendone la lettura appassionante.

Se vuoi leggere la trama clicca qui.

Se invece vuoi recuperare una recensione bellissima di un altro libro Neri pozza, scritta dalla nostra Francesca, clicca qui e lasciati incantare da Una minima infelicità.

La vita è troppo spesso breve e disordinata, piena di complicazioni, difficoltà, tradimenti, errori. Piena di ingiustizie e perdite. E di domande. Quante domande! Le mie iniziano spesso con <<Perché?>>

A volte le risposte arrivano. A volte no.

Il vento non lo puoi fermare. Il turbine che spinge alla vita.

Il vento non lo puoi fermare. Il turbine che spinge alla vita.

Buongiorno viaggiatori, oggi vi parlo de Il vento non lo puoi fermare di Elvira Serra pubblicato da Rizzoli nel 2021.

Ho deciso di pubblicare la recensione nonostante sia uscito in libreria da qualche anno perché la storia scritta da Elvira Serra mi è rimasta nel cuore e vorrei farvela conoscere qualora vi fosse sfuggita.

Il vento non lo puoi fermare è un romanzo speciale.

Elias, il protagonista di questo racconto è un ragazzo molto timido che decide di dichiararsi alla ragazza che fa battere il cuore da diverso tempo.

Una sera, con la scusa di darle un passaggio a casa, prova a trovare le parole giuste per palesare i suoi sentimenti, ma non ci riesce e quindi risale in macchina pieno di delusione per il mancato coraggio.

Non sapeva ancora che nel giro di qualche istante il suo destino sarebbe cambiato per sempre, e purtroppo non solo il suo.

Quella notte, mentre è assorto tra i suoi pensieri, investe una giovane donna che muore sul colpo.

Da quel momento Elias si chiude in camera, diventando lui stesso un giudice che emette la condanna più severa, restare solo, in silenzio, scontando così la sua colpa per diversi anni.

Il vento però non lo puoi fermare e quindi piano piano muove i suoi passi alla ricerca di un nuovo posto dove provare a ricominciare.

Grazie alla musica e a Violetta trova la forza di uscire da quelle quattro mura che sono diventate la sua prigione.

Cerca dunque di cambiare aria lontano dalla Sardegna dove è cresciuto, un nuovo vento che porta coraggio.

Il vento non lo puoi fermare è un libro che trascina verso sentimenti difficili da gestire.

Sensi di colpa che annientano, ma è anche in grado, tra tutto quel dolore, di farci capire come sia possibile tornare a respirare piano piano.

Il vento non lo puoi fermare è ambientato a Cagliari e si percepisce tutto l’amore dell’autrice per la sua terra da come la racconta in queste pagine.

Un amore verso un’altra grande autrice sarda, Grazia Deledda, ed è dal famoso romanzo Elias Portolu che prende ispirazione per il nome del protagonista.

Il vento non lo puoi fermare

Vuoi conoscere la trama de Il vento non lo puoi fermare? Clicca sulla parola LINK

“Smettere di respirare, finché siamo vivi, non è possibile. Pure se vorremmo”.

Piccole umane debolezze. La capacità di far arrivare la vita vera.

Piccole umane debolezze. La capacità di far arrivare la vita vera.

Buongiorno viaggiatori, oggi vi parlo di Piccole umane debolezze di Megan Nolan edito da NN editore che ringrazio per la copia digitale.

Ammetto che questo è il primo libro che leggo dell’autrice e sono rimasta piacevolmente colpita.

La storia è ambientata a Londra nel 1990 e subito ci troviamo davanti a un fatto che sconvolge l’intera città: la morte della piccola Mia Enright che aveva solo tre anni.

Inizia subito a circolare la voce che getta i sospetti su Lucy Green , una bambina che ha alle spalle una famiglia difficile. La sua storia mi ha colpito parecchio.

A indagare sulla faccenda un giornalista parecchio scrupoloso, Tom, che cerca in ogni modo di trovare la notizia bomba che gli permetterà di fare carriera.

Ed è proprio grazie alle sue domande che la Nolan ci farà conoscere le debolezze di una famiglia piegata dalle difficoltà della vita.

Tom pensava spesso alla nonna, mettendosi subito nei suoi panni e immaginando come si sentisse ad aver capito subito come stavano le cose senza impedire che peggiorassero.

Ciò che mi ha colpito maggiormente in questo romanzo è la capacità di far arrivare, attraverso i personaggi, la vita vera, senza filtri. I vari personaggi arrivano al lettore in modo immediato e l’impatto crea un legame che inevitabilmente porta a riflettere.

Cosa mi ha colpito di più in Piccole umane debolezze?

Raccontare dettagli di una trama che va scoperta pian piano rende impossibile non cadere nello spoiler quindi mi limiterò a dirvi quelle che sono le mie impressioni personali.

Sono entrata in apnea nel momento in cui ho iniziato a leggere la storia di Carmel, Lucy e la sua nonna e non sono riuscita a smettere di leggere.

Uno stile di scrittura diretto e scorrevole, ricco di dettagli fondamentali quando si parla di sentimenti, che spesso viene sottovalutato ma in questo caso è stato curato in modo perfetto.

Un racconto dove i pregiudizi non mancano, carico di dolore che naviga attraverso parole che lasciano il segno.

Una storia che colpisce per la sua durezza ma contemporaneamente dona speranza.

Se vuoi leggere la trama clicca qui

Se invece vuoi recuperare la recensione scritta dalla nostra Francesca di Strega, un’altra uscita targata NN editore puoi farlo qui.

Diversi vicini avevano dichiarato alla polizia che Lucy era stata l’ultima persona a vedere Mia Enright prima della sua morte, e che era andata via con lei dalla piazza dove stavano giocando. Aveva trascorsi violenti e proveniva da una famiglia discutibile.